Percorso Subacqueo Disabili
L’Ente Parco delle Cinque Terre, attento di rendere fruibile a tutti l’area marina protetta che gestisce, si è proposto la sfida di permettere anche ai diversamente abili di immergersi alla ricerca delle maraviglie marine, e ha lanciato una iniziativa unica nel suo genere: un percorso appositamente attrezzato che sarà attivo dalla stagione estiva 2006. Il percorso proposto si trova vicino a Monterosso, l’ultima delle Cinque Terre, ed è stato pensato in modo tale di offrire agli utenti con discapacità motorie o visive un punto di riferimento che consiste in una cima sorretta dei picchetti alti ca. 60 cm., in modo tale che la persona si possa tenere di questa cima senza andare ad impattare il fondale con la propria attrezzatura.
In primo approccio può sembrare che i disabili motori o visivi (cechi totali o ipovedenti) non siano interessati ad indossare muta, erogatore, gav, pinne e quant’altro per andare sott’acqua, e invece il fatto di sentirsi sollevati dell’assenza di gravità che esperimentano in acqua permette movimenti più fluidi ai primi e leva la paura costante di cadere imbattendo contro un ostacolo ai secondi. A questo bisogna aggiungere il piacere di scoprire i fondali marini dell’area marina protetta delle Cinque Terre. In fatti, dal punto di vista biologico, il sito sintetizza gli ambienti presenti a bassa quota: il fondale roccioso, il fondale sabbioso e la prateria di posidonia.
Dal punto di vista tecnico dell’immersione, si arriva a una profondità massima di 18 m, profondità oltre la quale non si devono immergere i possessori di brevetto del primo livello “open water”, questa caratteristica rende il percorso accessibile a tutti i disabili già brevettati. Il percorso descritto è di circa 200 m, e si prevede di percorrerlo in 45-50 minuti d’immersione.
Il percorso compie un giro ovale, dove inizio e fine coincidono. S’inizia su fondale roccioso dove si può ammirare un ricoprimento di margherite di mare colore giallo acceso (Parazoanthus axinellae) e di spugne incrostanti colore arancione (Spirastrella cunctatrix), e se si è fortunati si può vedere la cernia a spasso, l’aragosta, la murena o il grongo nelle loro tane. Si è pensato anche ai disabili visivi che devono ovviare alla mancanza della vista servendosi del tatto, ed è per questo che il percorso passa vicino ad organismi sesili, che possono essere toccati coi polpastrelli: si sentono così le scaglie della Pinna nobilis, la solidità della madrepora Cladocora caespitosa, la ruvidità del tunicato Halocinthya papillosa, la carezza delle foglie di Posidonia oceanica…
A questo proposito l’Ente Parco ha ospitato un corso per guida ai disabili visivi tenuto dall’Associazione Disabili Visivi in marzo 2005, nel quale è stato spiegato agli istruttori e guide subacquee dei diving con sede a Levanto e Le Cinque Terre, il modo appropriato per portare un disabile visivo in immersione, e per aiutarli in questo compito si prevede l’utilizzo di maschere in grado di ricevere e trasmettere il suono sott’acqua.

