Si scende su una franata appena fuori dalla marina di Corniglia.
L'immersione è tranquilla, in acqua limpidissima e a una profondità massima di 18 metri. I numerosi anfratti della franata offrono rifugio a curiose murene e grossi gronghi, piccole aragoste e re di triglie.
Durante l'immersione si possono anche osservare, fotografare e riprendere con la telecamera, le vivaci donzelle pavonine mentre nuotano freneticamente in cerca di cibo, o le scontrose perchie le quali, preoccupate per l'essere mostruoso penetrato nel proprio territorio, si avvicinano repentinamente al subacqueo con fare minaccioso.
Nelle piccole radure sabbiose incastonate tra i massi del fondo si possono ammirare, tenacemente infissi nel fondale grazie al loro resistentissimo bisso, tre grossi esemplari di Pinna nobilis ricoperti da coloratissime spugne.
Anche gli onnipresenti tordi frequentano abbondantemente questo luogo d'immersione, offrendo ai fotosub le loro sgargianti livree per indimenticabili istantanee.
I fondali scuri- Le grotte.
Il regno degli organismi che non amano la luce, 'quelli della notte'. A seconda della presenza di corrente, del ricambio d'acqua e dell'intensità luminosa (oscure o semioscure) la ricchezza di popolamento delle grotte può essere molto varia. All'interno di quelle oscure, senza cioè la minima presenza di luce, caso sporadico nelle acque delle Cinque Terre, si ha grande abbondanza di spugne, come la Spirastrella cunctatrix, celenterati, come Leptosammia pruvoti e Parazoanthus axinellae, molluschi nudibranchi e crostacei, come il Granchio facchino (Dromia personata).
Quando nella grotta, invece, regna la semioscurità, vi si osservano le forme di vita tipiche del coralligeno.



